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Indice

Imperi moderni

§1. Differenze tra russi e americani

Gli imperi hanno avuto nel corso del tempo l'indubbia capacità di determinare in larga misura il corso degli eventi storici. Nonostante la loro immensa diversità nel tempo e nello spazio. Poi uno dopo l'altro sono crollati. Consideriamo gli ultimi due, l'impero sovietico riedizione dell'impero zarista (ex URSS) e l'impero americano (USA). Dalla conclusione della II guerra mondiale in poi ed ancora prima, dal tempo degli accordi di Yalta, queste due enormi concentrazioni di potere IEMP hanno dominato la scena mondiale e l'immaginario collettivo. Come gli imperi mesopotamici entrambi sono dotati della loro agenzia templare, un mix moderno di religione e morale, filosofia politica, cultura scientifica. Quella americana è un mix di fondamentalismo protestante, cultura accademica finanziata dalle multinazionali e dalla Fondazione Rockfeller, di pervasiva propaganda hollywoodiana della "american way of life" (pagata con i biglietti di ingresso al cinema o gli abbonamenti televisivi); quella russa era costituita da una ideologia dogmatica marxista-leninista erede della tradizione filosofica europea, da una sotterranea corrente imperiale panslavista (sembra condivisa dallo stesso Lenin), e da una ricerca scientifica in profonda distonia con le categorie astratte e cristallizzate della suddetta ideologia. Mentre gli americani sviluppavano in modo sperimentale scienze umane come l'economia (in primis), il management e la psicologia, i russi potevano ottenere qualche successo solo nelle scienze fisiche e matematiche ma con il grave problema di avere in Sacharov, padre del nucleare russo, un eminente oppositore politico. Nessuno più credeva nella ideologia ufficiale. Da questo derivava la debolezza intrinseca della componente ideologia/cultura sovietica e quindi la debolezza complessiva del suo sistema IEMP. Facciamo ora un confronto tra l'agenzia palatina americana e quella russa. L'agenzia palatina americana, il palazzo, il centro del potere politico-militare, è costituita da una élite fluida e dinamica che scambia al proprio interno i maggiori rappresentanti della politica statale e federale, dell'economia, dell'apparato militare. Questa élite è stata studiata in modo esemplare da un grande sociologo americano, Charles Wright Mills, nel suo libro "Le élite del potere", che analizza le interviste incrociate a 1000 rappresentanti di questa élite. L'élite sovietica invece era costruita in forma strettamente gerarchica con una piramide avente come vertice indiscusso il partito comunista. Una struttura dove il fattore economico, militare, ideologico-scientifico erano isolati tra loro e dipendenti in modo gerarchico da quello politico. A differenza dei russi i fattori EMP americani erano in relazione di scambio orizzontale tra loro e relativamente promiscui costituendo una rete a maglie più fitte e capace di adattarsi agli schock, come ad esempio subito dopo la sorpresa dei primi successi spaziali russi o dopo i segnali di crisi economica con la reaganomics. Abbiamo visto a grandi linee le differenti strutture IEMP dei due imperi secondo l'angolazione Tempio/Palazzo.

§2. La gestione della crisi

Vediamo ora la loro diversa risposta alla crisi globale causata in primis dalla stessa concorrenza IEMP tra questi due imperi. Al primo tentativo di riforma con Gorbacev la struttura fatiscente URSS, dopo un fallimentare tentativo imperiale in Afghanistan, implodeva su sè stessa soprattutto politicamente, con la crisi del partito e della federazione sovietica, con grande sorpresa degli analisti della CIA e degli innumerevoli studiosi ed accademici che si occupano di scienze sociali (le scienze sociali in questo ed in altri casi di estrema importanza, come la conquista del potere da parte di Khomeini in Iran nel 1979 o le rivolte arabe del 2011, si sono rivelate prive di ogni capacità predittiva). La fragilità e il crollo improvviso di un impero "moderno" come la ex URSS potrebbe essere un segnale importante della gravità della crisi che stiamo attraversando. Gorbachev ha tentato, prima del collasso fatale, di salvare il complesso IEMP russo sovietico con una “rivoluzione dall'alto", la “perestroika”. Rivoluzione fallita, come tutte le rivoluzioni, creando una miseria generale, la disintegrazione della rete scientifica russa (Ideologia), la disintegrazione della tessitura produttiva soggetta ora a mafie economiche che si combattono tra loro con una concorrenza di tipo criminale (Economia), la cristallizzazione del sistema politico irrigidito in un autoritarismo ostentato e armato di missili nucleari (Politico e Militare). In USA con Reagan si procedeva, dopo le prime avvisaglie della crisi che si presenta come "stagflazione" negli anni 1970, ad una profonda riforma del sistema capitalistico con il liberismo monetarista dei Chicago Boys e soprattutto con la "deregulation”, con il classico keynesismo militare imperiale (anche se lo scudo stellare non è andato in porto perchè irrealizzabile e inutile), con la spinta ideologica all'iperconsumismo o "edonismo reaganiano". La deregulation inglese e americana mirava a ridurre drasticamente la “burocrazia” (ricordiamo: inventata a Sumer in Mesopotamia 5000 anni prima), snellendo la linea di comando delle grandi imprese capitalistiche multinazionali con l'outsourcing (affidare i lavori meno importanti e qualificati ad altre imprese), la delocalizzazione (nei paesi a basso costo di manodopera e senza vincoli ambientali contro l'inquinamento), la ristrutturazione di una unica grande impresa in più aziende autonome con un loro budget (fine del fordismo/taylorismo), il taglio di rami secchi in deficit (come le miniere in UK), l'eliminazione delle categorie lavorative tecnologicamente obsolete con la loro espulsione dal mercato del lavoro (e la creazione di milioni di homeless). Ma anche questa “rivoluzione dall'alto” come la perestroika russa ha grandi difficoltà e non risolve il problema centrale della organizzazione economica perchè si appoggia a sistemi produttivi come quello cinese che applicano metodi capitalistici obsoleti come il fordismo-taylorismo, rigettati perchè inefficaci nell'occidente a capitalismo maturo (ed in Giappone). Infatti come all'epoca dell'impero romano le tribù "barbare" germaniche erano accettate dentro i confini per aiutare a difenderli, così oggi l'economia cinese è dentro l'economia americana di cui rifornisce i supermercati.

§3. L'egemonia americana, come è stata costruita

Il confronto USA/URSS finisce con la vittoria americana e si passa alla attuale "egemonia" USA. Per comprendere come si esplica oggi questa egemonia è necessario ripercorrere le tappe della politica americana dalla II guerra mondiale in poi. Questa capacità di controllare la vita di miliardi di esseri umani si basa su una avanzata tecnologia militare e su una estesa rete di basi diffuse nei luoghi strategici del pianeta. Gli USA nel corso della II guerra mondiale avevano costruito per primi la bomba atomica. Dopo la sconfitta militare dei nazisti e mentre i giapponesi trattavano la resa senza condizioni, due bombardieri americani sganciavano su Hiroshima e Nagasaki le prime terrificanti armi di sterminio di massa nucleare. La stessa logica distruttiva imperiale terroristica di Sargon di Akkad colpiva una popolazione inerme con la tutta la scienza e la tecnologia sviluppate nel corso di 4000 anni. Tra USA e URSS nasceva allora una gara nel costruire la massima potenza distruttiva, subito dopo la fine della più catastrofica guerra cui avesse assistito il pianeta. Nasceva il MAD ovvero la Mutua Distruzione Assicurata (in inglese: Mutual Assured Destruction). La logica MAD ("mad" in inglese significa "pazzo") consiste in questo: per convincere l'avversario della inutilità di infliggere un primo colpo totalmente distruttivo, bisogna costruire e tenere pronte all'uso armi nucleari automatiche a sufficienza per rispondere colpo su colpo, una, due, tre, dieci volte. Con questo russi e americani hanno accumulato un potenziale distruttivo capace di distruggere l'umanità decine di volte. Queste armi sono ancora stivate nei loro arsenali segreti e nessuna trattativa è in corso tra i loro "creatori" per smantellare definitivamente questo insulto all'umanità, alla ragione, alla vita, all'intero pianeta. L'idea stessa di distruggere con totale indifferenza ogni forma di vita sul pianeta (a parte alcuni insetti) è inconcepibile. Queste armi nucleari hanno proliferato e sono numerosi i paesi in conflitto tra loro che potrebbero usarle, come India/Cina o India/Pakistan o Israele/Iran, o Russia/USA, o Russia/Cina, o Cina/USA. Il MAD e più in generale le armi di distruzione di massa costituiscono uno dei tre principali punti di crisi che l'umanità deve oggi affrontare. Gli altri due sono, come vedremo, la crisi economica capitalistica e il collasso ambientale. Se questo è il punto di arrivo della "civilizzazione" iniziata a Sumer vuol dire che sicuramente si è presa una strada molto pericolosa, non ieri o 500 anni fa con il moderno capitalismo come sostengono i marxisti autori del castastrofico esperimento russo, ma molto prima, con la nascita degli stati, della guerra, degli imperi, della stratificazione sociale a livelli molteplici, della gerarchizzazione di ogni aspetto della vita di relazione umana, della domesticazione di donne, bambini, uomini come fossero animali d'allevamento da utilizzare a proprio piacimento. Vediamo ora la strana relazione tra democrazia e imperialismo valida per gli USA, come era stata valida per inglesi e francesi. Se ci si stupisce per la definizione di "impero" associata ad un paese che si proclama libero e democratico come gli USA, ricordiamoci che anche il primo impero romano aveva istituzioni "democratiche". Le aveva ed è famoso tra gli storici anche il terribile imperialismo ateniese di Pericle, campione di democrazia (per gli ateniesi). Caio Giulio Cesare era il capo del partito democratico ed era allo stesso tempo l'esponente del più cinico imperialismo. Caio Giulio era stato anche pontifex maximus, responsabile del culto degli dei cittadini nella capitale. Caio Giulio come Costantino aveva unificato in sé le reti IEMP dell'epoca. È compito dell'apparato politico dell'impero gestire in modo opportuno il consenso interno al suo "centro" geografico distribuendo in modo oculato i vantaggi derivanti dalla propria posizione di dominio sulla estesa "periferia" dell'impero e la democrazia è anche un sistema di redistribuzione delle risorse raccolte nell'impero. I cittadini degli Stati Uniti ad esempio consumano le risorse del pianeta in una proporzione maggiore della loro quota numerica, di gran lunga maggiore anche nei confronti dei paesi europei. Viene esportata in tutti gli altri paesi questa precisa ricetta: democrazia rappresentativa basata su due soli partiti e una economia cosiddetta di libero mercato che permetta ai capitali ed ai dollari di entrare di diritto nelle economie locali. La democrazia, fondamento storico della federazione americana, va intesa come un modello standard di istituzione politica stabile e facile da controllare da parte del ristretto nucleo dirigente dell'impero che controlla scuole, chiese, giornali, associazioni, partiti. Esportarla significa rendere simili e controllabili le élite locali, come facevano i romani. Il modello economico del libero mercato (libero” nel senso che dovrebbe essere privo di ogni interferenza statale) è invece sponsorizzato e imposto di fatto dal "Washington Consensus" costituito da Fondo Monetario Internazionale (IMF), Banca Mondiale (WB), Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO). Queste organizzazioni risiedono a Washington e si ritiene che siano influenzate dai personaggi dell'élite di potere americana. Il mercato è “libero” dunque ma le regole del libero mercato sono stabilite in modo ferreo a Washington. Il loro compito è garantire che ogni stato apra in entrata ed uscita i flussi di merci, servizi, capitali, umanità in cerca di lavoro. Il mercato internazionale ha i suoi più importanti punti di riferimento finanziario nelle borse di Londra e New York. Gli stati che non accettano sono emarginati e chiusi in una specie di embargo, soprattutto finanziario o di esplicite "sanzioni economiche". Attraverso questi due meccanismi l'impero americano, per quanto abbacchiato (guerra di Corea negli anni 1950, guerra in Vietnam negli anni 1960, guerra in Iraq e Afghanistan poi), riesce ancora a controllare la situazione mondiale a suo vantaggio. Gli USA assorbono una enorme percentuale delle risorse planetarie, dal petrolio alla frutta, dai metalli alle manifatture tecnologiche; consumano circa un quinto dell'energia mondiale, contribuendo in modo corrispondente all'inquinamento atmosferico; impongono il dollaro come moneta di scambio a tutto il resto del mondo garantendosi il diritto di stampare moneta a loro piacimento (Michael Mann chiama questo sistema il "signoraggio del dollaro"). In poche parole la fanno da padroni. Quanto alla democrazia, pur essendo un valore genuinamente sentito da tutti gli americani, rimane una parola vuota se la partecipazione alle elezioni scende sotto il 50% o il governo federale appoggia giunte fasciste in America Centrale, Pinochet in Cile, PolPot in Cambogia, Saddam Hussein in Iraq, i Talebani in Afghanistan, i colonnelli in Grecia, lo “scià” Reza Palhavi in Persia (in realtà il figlio di un uomo forte dell'esercito iraniano, comandante la brigata cosacca), per non fare una lista esaustiva dei regimi appoggiati e finanziati dagli USA nel mondo. A volte questi fantocci si rendono autonomi e si ribellano ai loro burattinai diventando all'improvviso dei "mostri" come Saddam Hussein o i Talebani. Questo controllo si vale soprattutto del supporto militare fornito ai fantocci, sul piano della formazione, dell'addestramento, della fornitura di armi. Un altro fondamentale strumento di interferenza è la forza economica e la capacità di guidare nei paesi "alleati" capitali e investimenti commerciali. Tutto questo rientra nelle 5 caratteristiche fondamentali di un impero viste con Sargon di Akkad.

§4. L'egemonia americana

Il nuovo corso. La CIA dimostrava una grande capacità di manovra nel destabilizzare governi sfavorevoli e nel favorire governi alleati, fino all'anno della presa del potere di Khomeini in Iran nel 1979. La rivoluzione iraniana, assolutamente non prevista dai vari esperti (nè dalla CIA nè dai ricercatori in scienze sociali), è uno chock per l'Intelligence statunitense. Capiscono che l'essere riusciti a rovesciare un moderato come Mossadeq nel 1953 assieme agli inglesi (ed alla Anglo-Iranian Oil Company) ha comportato alla lunga la reazione popolare iraniana e la presa di potere di un nemico dichiarato degli USA come Khomeini (che li chiamava il Grande Satana). Da quella data assistiamo ad un cambio di strategia, ad un passaggio dal brutale strumento dei colpi di stato militari ad una più sofisticata interferenza politica, centrata sulla richiesta di "democraticità", sulla lotta alla corruzione, sulla necessità di sicurezza, anche sulla difesa strumentale dei diritti della donna come nel caso delle diatribe con i paesi arabi ostili (ma non con l'Arabia Saudita dove alle donne è vietata la guida delle auto), sullo sviluppo economico nei termini liberisti di sviluppo del PIL, in modo adeguato allo specifico contesto politico del paese interessato. Si è rivelata precaria nel medio periodo la sostituzione meccanica delle élites autoctone con fragili élites militari usate come proxies. Nel nuovo modo invece si può regolare la formazione ed il ricambio delle élite politiche locali senza effetti imprevisti a lungo termine. Per far questo ci si può avvalere di partiti politici locali anche radicali o "populisti" che non mettano in discussione la presenza delle basi americane nel mondo nè la nuova religione del credo economico liberista del "Washington Consensus" (IMF, WB, WTO). La storia italiana dal 1945 agli anni recenti è un esempio di queste terribili interferenze "imperiali" americane, motivate solo all'inizio dalla guerra fredda con l'URSS. Da Portella delle Ginestre (1947) alla stragi di piazza Fontana (1969), di Brescia, di Bologna (1980), dell'Italicus, di Ustica. Da Gladio a Sindona, alla fine di Enrico Mattei, all'episodio di Sigonella, è tutto un filo rosso di attentati mirati a spaventare una intera nazione e a privarla della sua sovranità. In modo analogo e simmetrico l'impero sovietico, forte soprattutto delle sue armate corazzate, disponeva di partiti politici totalmente manovrati nei paesi di influenza americana come l'Italia. Nei paesi del cosiddetto "terzo mondo" i russi utilizzavano i movimenti di liberazione locali che volevano sganciarsi dalle ex colonie europee per "aiutarli" a costruire regimi "socialisti" a loro affini e da loro dipendenti. Tranne pochi casi, tra cui quello famoso di Cuba, non ebbero successo perchè intendevano sostituire il dominio imperiale occidentale con il proprio. È importante valutare i fatti politici al di là dei vari personaggi che ricoprono con la loro maschera ruoli stabiliti da altri. La storia di tutti questi paesi "dipendenti" era stabilita con brutalità e cinismo da forze estranee alla loro cultura ed alla loro libertà. La storia degli imperi, anche quelli più antichi, è una ragnatela di complotti e interferenze politiche. In moltissimi casi gli imperi comandavano delegando altri "sovrani" o insediavano come eredi di una dinastia quelli a loro favorevoli aiutandoli con armi ed armati e con soldi e favori politici e commerciali. Niente di nuovo sotto il sole imperiale se non un enorme aumento della manipolazione tramite le comunicazioni di massa. Ancora oggi molti intellettuali si schierano con un impero o con l'altro senza vederne la comune struttura di dominio che li caratterizza. Schierarsi con l'uno o con l'altro non fa e non ha fatto molta differenza, anche perchè un impero unico ed egemone su tutto il globo potrebbe non essere una buona soluzione. Per questo gli imperi antichi e moderni vanno conosciuti nella loro realtà di configurazione di dominio.

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